Parti da quello che non ti piace per definire la tua identità visiva
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Ti immagino così: stai aprendo la tua attività o stai ragionando su un cambiamento, hai già messo un po’ di basi sull’essenza del brand, sai cosa vendi e a chi, sai come vuoi che le persone ti percepiscano. Adesso ci vuole proprio un immaginario, un’identità visiva, che supporti queste cose e le racconti, però non sai da dove partire.

Ovviamente il mio consiglio è quello di affidarti ad un/una professionista (hai dato un’occhiata ai miei servizi?), ma il ragionamento che ti propongo oggi può aiutarti prima, in modo da arrivare con delle informazioni in più da fornire per la creazione della tua identità visiva.

 

 

Analizza quello che ti circonda

Quante volte avrai sentito di guardare i/le competitor, ma non troppo? Ed è verissimo! Non puoi far finta che non esistano e non puoi ossessionarti guardando quello che fanno, l’ideale è cercare di estrapolare quello che può aiutarti nel tuo percorso. Ad esempio puoi analizzare le loro identità visive cercando di capire cosa non ti piace, cosa stride per te che magari per loro funziona e cercare di ragionare sul perché. 

Quel font funziona tanto per quel brand, ma non per il tuo. Forse perché:

  • Siete persone diverse
  • Avete dei valori differenti
  • Un target o un posizionamento diverso
  • Puntate a voler far sentire le persone in modi differenti
  • Avete obiettivi diversi

Questi sono alcuni esempi, ma possono esserci molti altri fattori che vanno ad influenzare l’identità visiva di un brand. Quindi puoi segnarti i colori, i fonti, gli stili che vedi negli altri e che a te non risuonano e scrivere anche il motivo secondo te.

Ovviamente non devi fermarti solo ai competitor, puoi guardare anche persone o aziende che non fanno il tuo stesso lavoro, ma ragionare sui competitor ti può dare un altro spunto molto importante: vuoi differenziarti o abbracciare le caratteristiche estetiche che spesso ritornano nel tuo settore?

 

 

La questione del mi piace/non mi piace

Starai pensando a tutte le volte in cui ho scritto o detto che non possiamo creare la nostra identità visiva basandoci sui mi piace e, sappilo, non mi rimangio niente!

Scegliere che il nostro colore preferito è quello perfetto per il brand senza ragionare a livello comunicativo è sbagliato; non dico di scartarlo a priori, ma sicuramente va analizzata quella preferenza pensando se a livello comunicativo può supportarci e può arrivare alle persone giuste.

Partire analizzando quello che non ci piace, invece, è una cosa diversa. Ragionare su quello che non vuoi e perché non lo vuoi ti aiuterà davvero a fare chiarezza se lo farai riflettendo su quel sentimento; in più di una cosa rimango convinta: se la tua identità visiva non ti piace non la userai mai. Fai personal branding e dietro al brand ci sei direttamente tu, in qualche modo una parte di te, una sintesi di quello che metti nel lavoro, la deve rappresentare tenendo ovviamente sempre conto di cosa vuoi comunicare, perché e a chi.

 

 

 

CHI SONO

CHI SONO

Mi chiamo Laura, sono graphic designer e creo sinfonie visive per brand fuori dal coro: loghi ed elementi grafici che trasportano i clienti ideali nel tuo mondo al primo sguardo.

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