Il mio immaginario: David Bowie e il trasformismo

Il mio immaginario: David Bowie e il trasformismo, blog post di Laura Calascibetta Graphic Designer

Secondo appuntamento con il mio immaginario, oggi ti parlo di un artista che ha fatto della sua vita un’opera d’arte.

 

David Bowie è stato uno di quei personaggi talmente importanti da cambiare un’epoca.

Anche chi non lo apprezza come musicista ha sentito almeno una volta una sua canzone o sa di chi stiamo parlando.

Su di me ha avuto una forte influenza, non solo da un punto di vista musicale ma anche artistico e di pensiero. Quando scoprì Bowie e la sua musica, fui talmente colpita da cercare più informazioni possibili su di lui.

C’era tantissimo da scoprire: è stato un artista completo e poliedrico; oltre ad essere musicista, recitava e dipingeva. Il suo modo di porsi come personaggio, le sue performance al di là del concerto, la commistione di arte, teatro, musica: tutto mi affascinava e mi affascina di David Bowie.

 

David Bowie e il trasformismo

David Bowie fece del trasformismo il suo cavallo di battaglia, pur rimanendo in qualche modo coerente con se stesso.

Partendo da Ziggy Stardust passando per il Duca Bianco e arrivando agli ultimi anni in cui si presentò più umano che mai; ogni pezzo della sua carriera era una piccola storia studiata nei minimi dettagli, tutto era coerente e pensato.

Riusciva a captare con anticipo l’aria del cambiamento e come un camaleonte si adattava a quello che aveva intorno, prima che gli altri si accorgessero del mutamento in atto.

 

Cosa puoi imparare per il tuo brand

Spesso si pensa che il trasformismo possa essere pericoloso per un brand, eppure David Bowie può essere considerato a tutti gli effetti un brand, vincente tra l’altro.

Tutto dipende da come viene utilizzato il trasformismo.

David Bowie cambiava forma frequentemente, diventando spesso precursore dei tempi, ma con lui cambiava tutto ed è questo a fare la differenza.

Non ti dico di rivoluzionare il tuo brand ogni anno, sarebbe in effetti controproducente. Ma quello che puoi imparare è seguire l’evoluzione fisiologica del tuo brand, adattandoti alla situazione nel modo migliore. Un brand può mutare, ma questi cambiamenti devono essere studiati e sensati, devono sempre tenere conto del perché, del per chi e come.

Fai come Bowie: cerca di captare il cambiamento del mondo prima che avvenga e, se è utile alla tua attività, adattati al meglio.

Inoltre, a meno che non decidi di cambiare completamente target e rivoltare tutto, se vuoi mantenere continuità con il passato ma trasformare il tuo brand devi farlo in modo che si sappia sempre che sei tu, come del resto faceva David Bowie.

Hai mai fatto dei cambiamenti nel tuo brand? Com’è andata? E della musica di Bowie cosa ne pensi? Se non l’hai mai approfondito ti consiglio di farlo!

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