Grafica Horror: il logo maledetto

Grafica Horror: immagini utilizzate male, blog post di Laura Calascibetta Graphic Designer

Grafica Horror: gli errori che spaventano ogni grafico quando si parla di loghi.

 

È Ottobre, questo significa che tutti i post avranno una veste orrorifica! Per tutto il mese ti parlerò di argomenti collegati al mio lavoro ma con un riferimento ad Halloween, come avevo fatto l’anno scorso. Puoi leggere i post del 2017 qui, qui e qui. Il primo post della serie Halloween di quest’anno parlava del mio immaginario; quello della scorsa settimana, quello che stai per leggere e il prossimo rientreranno nel tema Grafica Horror, l’ultimo poi vedrà una collaborazione con Chiara Sinchetto con un post tutto sulla paura!

 

Il logo è l’anima estetica del brand, quello che in sintesi rappresenta tutto un mondo. Questo è il motivo principale per cui è davvero importante averne uno, possibilmente fatto bene. La facilità con cui si ha accesso ai programmi di grafica può far pensare che sia semplice creare un logo, mentre è uno dei progetti più difficili in ambito grafico.

In questo post di Grafica Horror ho deciso di parlarti di quelli che, secondo me, sono gli errori peggiori e più frequenti che si possano fare quando si tratta di loghi.

 

Un logo non vettoriale

Credo che questo sia uno degli errori più comuni tra chi fa da sé e la ragione è che non viene utilizzato il giusto programma per creare il logo.

I loghi devono necessariamente essere fatti in vettoriale. I file vettoriali sono dei file composti da forme geometriche semplici e che permettono, a differenza delle immagini normali, di ingrandirle a nostro piacimento senza perdere in qualità. È fondamentale che il logo sia vettoriale perché dovrai poterlo utilizzare per qualunque cosa, su qualunque supporto: dal sito al poster gigante che vuoi tenerti in ufficio.

 

Utilizzare un’illustrazione come logo

Questo è un altro errore molto comune tra i non addetti ai lavori.

Un logo, sempre perché deve poter essere utilizzato ovunque, deve essere semplice e sintetico; anche se può sembrare simile ad un’illustrazione, in realtà sono due cose completamente diverse.

Solitamente un’illustrazione è molto piena di particolari ed articolata, mentre i loghi vengono composti da poche linee che, utilizzate efficacemente, rappresentano lo stesso concetto che può essere racchiuso dentro un disegno più complesso. Inoltre, tornando al punto uno, spesso (anche se non sempre) le illustrazioni non sono in formato vettoriale. Quindi ti troveresti con un’immagine che non puoi utilizzare in piccolo per via dell’estrema quantità di dettagli e non puoi utilizzare in grande per via della perdita di qualità.

Con questo non voglio dire che non possano esistere loghi figurativi, io stessa li creo; ma un logo figurativo è differente da un’illustrazione, anche se fatta al computer.

 

Avere un logo che non parla del brand

Basta avere un logo sintetico e vettoriale? Ovviamente no! Un logo fatto bene deve rappresentare i valori intrinsechi al brand. Guardandolo deve ricordarci le sensazioni che vogliamo vengano veicolate con la nostra attività. Solo così sarà davvero efficace.

Quindi non a loghi basati semplicemente su immagini che piacciono o con stili distanti dal brand: il messaggio deve essere al primo posto (accompagnato dalla giusta estetica e dalla tecnica).

 

Non fare un restyling quando serve

A volte il logo della nostra attività può farci lo stesso effetto di un abito che adoriamo: magari sappiamo che è un po’ rovinato, che non ci cade più alla perfezione e che è anche un po’ fuori moda, ma ci siamo affezionati e l’idea di sostituirlo ci fa stare male.

Personalmente non sono per il restyling selvaggio, penso che se un brand poggia su scelte solide non sia giusto fare un restyling ogni anno, anzi credo sia controproducente. D’altra parte però, se siamo in una fase in cui stiamo decidendo di cambiare offerta o target, o se sono anni che ci portiamo dietro quell’immagine e ci rendiamo conto che non va più bene per noi, è necessario pensare di fare un restyling o addirittura decidere di dare un volto del tutto nuovo al brand.

Ovviamente un percorso di questo tipo non va fatto a caso, deve essere pensato e pianificato e se tutto è fatto come si deve non ci si deve preoccupare, sicuramente sarà un cambiamento positivo.

 

 

Chiudo questo post con una raccomandazione: mai mandare al grafico il logo in jpg a bassa risoluzione quando te lo chiede per inserirlo in una grafica, lo faresti piangere!

Alla prossima settimana con l’ultimo post a tema Grafica Horror.

 

 

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Ciao, mi chiamo Laura e credo che ogni progetto sia unico e diverso.
Attraverso una grafica bella, curata e funzionale ti aiuto a mostrare l’unicità della tua idea!

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